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mercoledì 10 marzo 2010
 
 
E' giunta l'ora di un nuovo File System?
venerdì 22 febbraio 2008

Dal 2004 ad ora, ho pressochè sempre usato Reiserfs come file system primario per i miei pc. Dal 2006 anche il server è completamente migrato a Reiserfs v3. Mi ha sempre colpito la velocità del file system, il fatto che era costruito attorno al journaling, e non come l'ext3, variante con journal dell'ext2.

Eppure, c'è pur sempre qualcosa che non mi convince in reiserfs: è dal 2004 che sento parlare di reiser v4 eppure dopo anni non è ancora entrata nel kernel ufficiale, non è ancora dichiarata stabile. Inoltre, i problemi del suo principale artefice, Hans Reiser. Da metà febbraio anche il sito ufficiale di Namesys , la compagnia che si occupava di reiserfs è diventato inaccessibile (ed è passato più di un mese...). Inoltre (e questo potrebbe anche essere un vantaggio, a dire il vero) lo sviluppo di reiser v3 si è fermato da tempo, ci sono al massimo dei bugfixes o patch per la sicurezza. 

Intanto altri filesystems avanzano, o meglio, UN file system: ZFS .


Tags:  zfs btrfs ubuntu
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E domani...
venerdì 01 febbraio 2008

... si inizia.

Ore 15.00.

 


Tags:  off-topic
 
NSLU2 e Debian, prove sul campo
mercoledì 30 gennaio 2008

Dopo qualche mese e svariati test, posso riassumere la mia esperienza a proposito dell'NSLU2 con Debian Etch. Tante cose positive, ma anche alcuni problemi.

In ordine quasi sparso, un elenco di cose che funzionano e che non funzionano:


Tags:  nslu2 debian test
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Aggiornamenti al server, downtime finito
lunedì 21 gennaio 2008

Ho da poco finito l'aggiornamento del server, ormai improrogabile, che ha portato ad un po' di downtime a singhiozzo nelle ultime 24 ore. Ora c'è un kernel della serie 2.6.23, un nuovo apache e php e un po' di altri pacchetti minori aggiornati. Come tutte le volte che si aggiorna il kernel o qualche demone "grosso" in Gentoo, c'è sempre qualcosa che va storto. Il tutto è amplificato dal fatto che la macchina in questione è headless... E così questa volta ho dovuto porre rimedio a dipendenze circolari udev/lvm2 che hanno fatto sì che al riavvio non venissero montate le partizioni lvm2 (ho dovuto attivarle e montarle a mano... per fortuna i tools di lvm non sono in /usr), poi è stata la volta di Shorewall che si rifiutava di partire , dato che dal kernel 2.6.20 in poi è stato modificato il layout di netfilter nella configurazione del kernel, poi è stata la volta di qualche modifica ai file di configurazione di apache (chissà perchè vengono spostati così spesso i file di configurazione, use flags comprese), tenuto conto che sono 2 istanze di apache e andavano in conflitto (una per backuppc 3.0, che sotto Gentoo è un vero incubo e bisogna unire le infomazioni per backuppc 3.0 e 2.1.2, e ancora adesso mi chiedo come faccia a funzionare...). Ma alla fine anche questo è passato.

Questo Gentoo è diventato un carrozzone difficile da amministrare, difficile da mantenere aggiornato. Una volta era software cutting edge, ora invece rincorre gli altri, del resto basta leggere il Planet di Gentoo per capire che forse qualcosa non va nel verso giusto. Quando avrò un po' di tempo farò il grande salto, così come nel 2004 ero passato da Mandrake a Gentoo. Dopotutto un server Debian o Ubuntu, magari con ebox, è il 90% di tutto quello che serve...


Tags:  gentoo ubuntu ebox
 
Ruby On Rails su Ubuntu Gutsy
giovedì 10 gennaio 2008
Qui trovate una ottima guida per come installare Ruby On Rails su Ubuntu Gutsy . Nella distribuzione si trovano già dei pacchetti e l'installazione di Rails funziona abbastanza per progetti command line, ma se si vuole usare RadRails bisogna in qualche modo modificare l'installazione non standard.
Tags:  ruby rails gutsy
 
come ingrandire una partizione ext3 qcow2 (qemu)
mercoledì 09 gennaio 2008

A volte si rende necessario ridimensionare, in particolare ingrandire, una partizione qcow2, cioè il tipo di partizione usato da qemu. Purtroppo non esiste un comando diretto per ingrandire la partizione, e quindi la procedura è piuttosto complessa ma fattibile. Consiglio caldamente di fare un backup del file in questione nel caso qualcosa vada storto. In questa guida mostro come ingrandire una partizione qcow2 contenente una installazione di Ubuntu Hardy. Il file qcow2 è di circa 2,5Gb ed è stato suddiviso dall'installer di Hardy in 3 partizioni:

 

elenco_partizioni.png

 

La procedura generale, che va adattata caso per caso, è questa:

  • trasformare il file qcow2 in raw;
  • ingrandire il file raw; 
  • spostare e ingrandire le partizioni come necessario;
  • ritrasformare il file raw in qcow2;
  • bootare nel guest OS (quello virtualizzato all'interno di qemu) e ingrandire i filesystem fino a riempire le singole partizioni.

 

 

 

 

 


Tags:  Guide e howto qemu qcow2 partizione
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Bug: il mouse non si spegne in Ubuntu
venerdì 04 gennaio 2008

...e non solo in Ubuntu, dato che tutti i Linux recenti ne sono affetti. Da molte versioni di Ubuntu, almeno dalla Edgy in poi, con schede madri basate su chipset nvidia nforce2 o superiori come la mia Asus P5N32-SLI SE Deluxe (ma anche con altre schede madri), il sottosistema usb non si spegne allo spegnersi del pc.  Il problema è che i led di webcam, mouse, lettori di memory card e altri accessori usb rimangono sempre accesi, costringendo a spegnere il pc con l'interruttore generale posteriore.

Invece, in caso di sospensione o ibernazione le porte usb si spengono correttamente. 

Il problema, dopo tanto tempo, è stato individuato nel kernel. Per fortuna, dopo anni di discussioni sia sulla mailing list del kernel a più riprese che nel launchpad , è stata presentata una patch fatta da Alan Stern, mostrata qui per il kernel 2.6.22 (gutsy), funziona anche con leggere modifiche con il 2.6.20 (feisty) e probabilmente funzionerà anche con i prossimi kernel (hardy):

 diff -Nur linux-2.6.22.orig/drivers/usb/host/ohci-hcd.c linux-2.6.22/drivers/usb/host/ohci-hcd.c
--- linux-2.6.22.orig/drivers/usb/host/ohci-hcd.c    2007-07-09 01:32:17.000000000 +0200
+++ linux-2.6.22/drivers/usb/host/ohci-hcd.c    2007-09-30 11:39:03.000000000 +0200
@@ -360,7 +360,8 @@
 static void ohci_usb_reset (struct ohci_hcd *ohci)
 {
     ohci->hc_control = ohci_readl (ohci, &ohci->regs->control);
-    ohci->hc_control &= OHCI_CTRL_RWC;
+    /* ohci->hc_control &= OHCI_CTRL_RWC; */
+    ohci->hc_control &= (OHCI_CTRL_RWC | OHCI_CTRL_HCFS);
     ohci_writel (ohci, ohci->hc_control, &ohci->regs->control);
 }

Siccome molto probabilmente non verrà mai inclusa questa patch nel kernel di default, dato che ufficialmente questo è un bug del BIOS e potrebbe generare problemi con sistemi non affetti da questo bug, ho provveduto quindi a patchare e ricompilare il kernel di Gutsy. Si può reperire il pacchetto binario e/o il sorgente su questo sito . In alternativa, si può aggiungere questo repository al file /etc/apt/sources.list (attenzione perchè potrebbero essere presenti altri pacchetti!):

deb http://ppa.launchpad.net/armalite/ubuntu gutsy main
deb-src http://ppa.launchpad.net/armalite/ubuntu gutsy main

 

Farò del mio meglio per riuscire a tenere sempre il kernel patchato in sincrono con l'ultima versione del kernel disponibile ufficialmente in Ubuntu stabile.

UPDATE: Il seguente paragrafo relativo a dpkg è obsoleto, il bug a cui mi riferisco (pacchetto che richiede di essere aggiornato infinitamente, bug LP:#165230 ) è stato corretto. Quindi la soluzione preferibile è quella descritta sopra, aggiungere il repository al sources.list e aggiornare i pacchetti del kernel.

L'unico problema attualmente è che (per non precisati motivi, visto che con i pacchetti di applicazioni non ho problemi di questo tipo) synaptic/apt-get/aptitude vogliono sempre aggiornare il kernel patchato da me con lo stesso kernel patchato. Suggerisco quindi di scaricare singolarmente il pacchetto e installarlo con dpkg -i.

 

Con questo kernel, il sottosistema usb si spegne allo spegnimento del pc in maniera corretta. Non è necessario reinstallare o scaricare un nuovo pacchetto linux-restricted-modules, mentre per gli utilizzatori di Envy potrebbe essere necessario reinstallare i drivers nvidia.

Ovviamente, un grazie particolare a Sebastian Kemper che per primo ha segnalato il problema e Alan Stern per la patch risolutiva.


Tags:  Guide e howto bug kernel usb
 
Come bootare un livecd sotto qemu in gutsy
martedì 25 dicembre 2007

Se non riuscite a fare il boot sotto qemu dei livecd come ad esempio quello di Ubuntu 8.04 Hardy Heron, oppure dei livecd della vostra distribuzione preferita con la beta di kde 4.0, allora è necessario fare l'upgrade del pacchetto bochsbios, ad esempio scaricandolo dal repository di Hardy di Ubuntu e installarlo al posto di quello incluso in Gutsy.

Esiste già una segnalazione di bug sul Launchpad da diverso tempo, e come si vede il ritardo nella soluzione non è di carattere informatico ma amministrativo. No good.

 

 


Tags:  Guide e howto qemu gutsy elenco bug
 
Buon Natale 2007!
martedì 25 dicembre 2007
Buon Natale 2007 a tutti!
 
Eprice, nessun rispetto per i consumatori
giovedì 20 dicembre 2007

Sono sempre stato un cliente di eprice (www dot eprice dot it, niente links :) ), o come scrivono loro, ePRICE. Ho iniziato ad acquistare da loro da gennaio 2001, quando erano ancora semi sconosciuti nella sede di Busto Arsizio. Cercavo una memoria per il portatile che avevo all'epoca, dopo aver fatto l'ordine mi chiamarono a casa e mi dissero: "abbiamo visto che abiti qui vicino, perchè non vieni a prendere la memoria così risparmi tempo e i soldi della spedizione?". Detto fatto, comodo e veloce.

Nel 2002 cambiano sede, hanno un magazzino grosso, iniziano ad aprire il primo Pick&Pay: si possono ordinare i prodotti e ritirare in loco. Spese di spedizione azzerate, così come i tempi di transito della spedizione.

I prezzi sempre vantaggiosi rispetto al negozio dietro l'angolo, ma anche rispetto al grande magazzino di elettronica di consumo fuori città. E una dotazione di prodotti di rilievo, prodotti che non si comprano in nessun grande magazzino, sempre troppo generalista in fatto di elettronica di consumo. Il paradiso del consumatore è poter scegliere cosa comprare, mentre nei MediaWorld e cloni questo è solo un falso sentire: si compra solamente quello che è stato deciso di farti comprare. Provare per credere: chiedete a un commesso un prodotto che non hanno sugli scaffali e ascoltate la risposta.

Ho comprato per me e per altri molti componenti per pc, schede video, cellulari. Ho consigliato eprice a molti miei amici. Nonostante questo, ho acquistato anche da altri venditori, spesso esteri. Ma in questi anni, e particolarmente nell'ultimo periodo, due cose hanno minato il mio rapporto di fiducia nei confronti di eprice. Entrambi i problemi, gravi.

Il primo problema: l'aggiunta di un balzello chiamato Contributo spese di gestione ordine, inserito da pochi mesi, che comporta un aggravio di 2,50 euro per ogni ordine. Anche gli ordini che si ritirano a qualunque Pick&Pay. Questo è un balzello che incide tantissimo su ordini di bassa entità (è il 10% su 25 euro di spesa), e può essere interpretato come rientro spese per imballaggi.  In realtà, non c'è nessun imballaggio per una consegna al Pick&Pay, almeno per quello annesso al loro magazzino. Perchè allora creare questo balzello? Perchè fatto il balzello, allora si può fare anche il bonus. E così inserendo il bonus, -alias "paroline magiche"- in fase di compilazione dell'ordine ecco che sparisce il balzello. Così il consumatore pensa "ehi, come sono bravi questi di eprice, ci danno la parola magica per far sparire il contributo spese di gestione!". Ma ovviamente qualcuno lo dovrà pur pagare i 2,5 euro, ovviamente. E infatti, la parolina magica è a tempo, e dopo un po' scade. Se si è acquirenti costanti, non si pagherà mai, mentre se si è acquirenti saltuari si pagherà pressochè sempre l'odiato balzello.

E' come andare al supermercato, vedere che la pasta costa 3 euro, il sugo 2 euro, e quando arrivi alla cassa scopri che 3+2 non fa 5 euro ma fa 7,5 euro. Per fortuna, a me non è ancora capitato in un negozio/supermercato/grande magazzino.

Eprice, lasciatemelo dire: una mossa da poveretti, ma che poveretti non siete a vedere dai Cayenne e XC90 parcheggiati fuori dalla sede.

Dopo il primo problema, che cerca maldestramente di fidelizzare i clienti (ricordate:i clienti non si fidelizzano minacciandoli di farli pagare di più se non fanno ordini, ma incentivando i futuri ordini con buoni sconto!), arriva il secondo problema: la disponibilità della merce.

Quanto è rassicurante poter leggere su un sito internet di e-commerce che ha ancora 5 copie di quel determinato dvd, oppure 10 portatili come li vogliamo noi, mentre i negozi reali non hanno il modello da noi cercato o non hanno più quel dvd così vintage. Che sollievo quando dobbiamo fare un regalo e l'unico posto in cui vendono quel prodotto è proprio quel negozio online, e quel negozio ha disponibilità di quel prodotto.

Invece, con eprice non c'è niente di tutto questo. La disponibilità della merce non è un dato reale, ma è un valore di quello che forse, anzi, magari, se tutto va bene (no, non andrà tutto bene), il fornitore gli manderà. Questo ovviamente non sta scritto da nessuna parte, se non per questa frase nel loro servizio clienti:

La dicitura “ disponibile” all’atto del prodotto visualizzato è puramente indicativo attesa la possibilità di acquisti plurimi nello stesso istante da parte di più utenti.

Che, a conti fatti è una presa per i fondelli perchè (prove alla mano) il prodotto scende di una unità dopo aver fatto l'ordine. Se ci fossero stati acquirenti contemporanei e gli altri si fossero aggiudicati i prodotti prima di me, il prodotto non sarebbe più disponibile dopo aver fatto l'ordine. Inoltre, basterebbe mettere un avviso quando si completa l'ordine in caso di prodotto non disponibile, chiedendo ulteriore conferma. Questo eviterebbe il problema di acquisti istantanei.

Ma torniamo alla disponibilità, che abbiamo visto essere un valore indicativo: qui ci si gioca tutto, perchè non si sa quando, non si sa se, il fornitore manderà i prodotti a eprice. E così capita che 2 settimane (tempo più che sufficiente per un prodotto disponibile perchè possa venir ritirato abbondantemente prima della festività) prima di Natale si fa un ordine per un prodotto DISPONIBILE e la settimana prima di Natale si viene a scoprire (dopo aver telefonato, perchè ovviamente eprice non ti avverte di questo piccolo problema) che il prodotto non è disponibile e che non arriverà prima di Natale.

Capita, ovviamente sotto Natale sono tutti più stressati. Ma allora perchè capita anche durante il resto dell'anno? Perchè un mio amico ha dovuto aspettare (io avrei annullato l'ordine, comunque) 2 mesi prima di andare a ritirare (non spedire, andare a ritirare) un dissipatore che era disponibile in diversi pezzi al momento dell'ordine? Perchè sempre più spesso capita a me di dover attendere sempre troppo tempo, cinque, sei, dieci giorni prima di poter ritirare la scheda madre che avevo ordinato?

La soluzione al problema è semplice, caro eprice: mettete la disponibilità reale e non quella ipotizzata dei prodotti.

Altrettanto semplicemente, nessuno lo farà, perchè gonfiare la disponibilità è un metodo semplice per accaparrarsi ordini che altrimenti non verrebbero fatti. Se vedo che su eprice c'è disponibilità del prodotto che cerco, lo ordino lì, magari pago già con la carta di credito, e così eprice si guadagna un ordine che -se il prodotto fosse stato a disponibilità reale, e cioè zero- non avrei mai fatto.

Questo a casa mia si chiama ingannare il consumatore, e non deve essere tollerato. Questo succede solamente in Italia, in Europa il consumatore è trattato molto più responsabilmente. Ho ordinato tempo fa della memoria ram dal sito www.memoryc.com verso le quattro del pomeriggio. A mezzogiorno del giorno dopo avevo la memoria sulla mia scrivania, arrivata dall'Irlanda non a tempo di record, ma a tempo normale. Il corriere DHL come la maggioranza dei corrieri espressi fa spedizioni in un giorno, ma è la gestione dell'ordine prima della spedizione la vera differenza con la situazione di eprice. Questo è un venditore responsabile, che sa come gestire gli ordini! E dire che la memoria doveva essere imballata, i documenti per la spedizione preparati, mentre da eprice non c'è niente di questo perchè i prodotti sono già nel loro magazzino. Ah no, non sono nel loro magazzino, dimenticavo... alcuni certamente sono lì da eprice, mentre altri è come se fossero lì, solo che sono dal fornitore, che però non si sa se e quando li manderà a eprice. E a tutti gli effetti, troppo spesso il fornitore non ha effettivamente in magazzino quei prodotti segnati come disponibili sul sito di eprice, altrimenti non si spiegherebbero ritardi di svariate settimane nella consegna di prodotti segnati come disponibili.

Il mio consiglio (quello che farò d'ora in avanti) è:  telefonare a eprice per chiedere la disponibilità dei prodotti da acquistare e fare l'ordine in conseguenza dell'effettiva disponibilità. Se il prodotto non dovesse essere al pick&pay nel giro di una settimana, annullare l'ordine. L'arma dei consumatori è tutta qui, picchiare dove fa male, picchiare sul portafogli e sul fatturato di questi venditori dal marketing sconsiderato. 

Eprice, guadagni 2,5 euro in più ad ordine, ma così facendo ti sei giocato molti miei ordini. La cosa non ti conveniva come sembrava... la fiducia del consumatore val ben più di 2,5 euro.


Tags:  News generali eprice ecommerce inganni di vario tipo
 
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